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Dal River Plate al Mazara 46: la storia del bomber che si ispira a Martín Palermo

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I primi passi in Argentina, un trasferimento in Messico e poi il ritorno in patria. Il sogno italiano è diventato realtà con l’arrivo in Sardegna e il successo in Sicilia, dove ha trovato una seconda famiglia. Questa è la storia di Juan Ortiz Lopez, l’attaccante argentino che ha come idolo Martín Palermo e che ha iniziato con il botto la nuova stagione indossando la maglia del Mazara 46, squadra che milita nel campionato di Eccellenza siciliano.

LE GIOVANILI DEL RIVER

Juan Ortiz Lopez è nato a Buenos Aires ed è cresciuto giocando in una delle squadre della capitale, l’Atlético Huracán, club tra i più forti del paese che ha fatto anche emergere il talento di Javier Pastore. Sin da giovane è stato considerato un eccellente attaccante e ha catturato l’attenzione degli osservatori del River Plate dopo appena un anno. Il River Plate è una delle squadre più prestigiose al mondo, vincitrice di 4 Coppe Libertadores e 38 campionati. Per il giovane Juan, questa opportunità significava rimanere nella sua città natale e crescere in uno dei migliori settori giovanili del Sudamerica. Durante l’intervista Ortiz ha dichiarato:<<Il River Plate è stato fondamentale per la mia crescita; mi hanno insegnato il comportamento dentro e fuori dal campo. Questi insegnamenti li porto ancora con me>>. Dopo l’esperienza al River, Ortiz si è trasferito in Messico per giocare nelle giovanili del Santos Laguna. Nel 2014, ha deciso di tornare in Argentina per iniziare la sua carriera da professionista, che lo ha portato prima al Deportivo Liniers, poi al Defensores Belgrano, al Josè de Urquiza e infine a realizzare il sogno di molti sudamericani: approdare in Europa.

L’ARRIVO IN ITALIA DI ORTIZ

Il giovane Juan non ha avuto grossi problemi ad arrivare in Italia, grazie alla provvidenziale scelta di sua madre, che con grandi sforzi ha ottenuto la cittadinanza italiana per lui, risolvendo i soliti problemi burocratici. Non era la prima volta che Ortiz lasciava il suo paese, avendo già vissuto in Messico, ma il trasferimento in Italia lo ha portato su un altro continente, e inizialmente ha avuto qualche difficoltà ad ambientarsi. Tuttavia è arrivato in Sardegna, al Castiadas, che giocava nel Girone G di Serie D, ed è stato accolto calorosamente, facendolo sentire a suo agio. In Sardegna Ortiz ha incontrato alcune difficoltà nel dimostrare il suo potenziale, ma non si è arreso e ha ottenuto la sua rivincita alla Jonica. Nel messinese, ha trovato una seconda famiglia grazie all’accoglienza calorosa e al fatto che nel corso degli anni il numero di argentini nella squadra è arrivato a quattordici creando una colonia sudamericana. Ortiz ha ricordato quell’esperienza dicendo: <<Mi sono sentito come a casa, devo ringraziare la famiglia Saglimbeni che ci ha permesso di lavorare bene e con tranquillità. Mi sono subito reso conto che in Italia bisogna essere molto più tecnici, mentre in Argentina si fa molto più affidamento sul fisico>>.

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crediti: Mazara46

INIZIO CON IL BOTTO

Quest’estate Ortiz ha sposato il progetto del Mazara 46 e il suo impatto sul campionato è stato semplicemente devastante. L’attaccante argentino guida la classifica marcatori del girone A di Eccellenza visto che ha già realizzato tre gol in campionato dopo appena tre giornate e ha segnato altre due volte nel doppio confronto di Coppa Italia contro i rivali del Mazara. Ortiz ha dichiarato:<<Non potevo immaginare un inizio così, lavoriamo duramente durante gli allenamenti per ottenere questi risultati. Ho trovato una città che ci sostiene e ci sprona; il nostro ottimo inizio di campionato è il risultato dell’impegno del presidente Giampiero Giacalone e dell’allenatore Giovanni Iacono Fullone>>. Infine, Ortiz ha voluto parlare anche della città di Mazara, condividendo le emozioni dei tifosi: <<Le persone sono appassionate e mi mostrano le foto della vecchia squadra del Mazara. Ci supportano e ci tengono a farci conoscere la loro storia>>. Non si pone limiti per il futuro: <<Punto sempre a crescere, voglio fare bene oggi per avere più opportunità domani, anche se so di non essere più giovanissimo. L’obiettivo è tornare nel calcio professionistico>>.

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